Approfondimento sul vetro viola Miron®

Come viene studiata l’energia luminosa nella materia vivente

Scoprite come la luce interagisce con i sistemi viventi dopo la raccolta e come questi effetti possano essere misurati nel tempo.

Panoramica

La luce non interagisce solo con i materiali inerti, ma anche con i sistemi viventi, influenzando i processi biologici durante la crescita e oltre.

Lo studio della luce nei sistemi viventi

Gli scienziati studiano la luce in modi diversi. In fisica, la luce viene descritta in termini di lunghezza d’onda, energia e trasmissione. In biologia, i ricercatori studiano il rapporto tra la luce e la crescita, il metabolismo e i cambiamenti nel tempo.

Le piante assorbono la luce solare durante la crescita. Ciò favorisce la fotosintesi e numerosi processi biologici. Dopo il raccolto, la crescita si arresta, ma le strutture biologiche continuano a mutare.

Per questo motivo, i ricercatori studiano il modo in cui la luce continua a interagire con la materia vivente, compresi i processi che avvengono al di là della percezione umana.

Emissione di luce ultra-debole nei sistemi viventi

In condizioni di laboratorio controllate, gli scienziati hanno osservato che le cellule viventi emettono quantità minime di luce. Questo fenomeno è noto come emissione di fotoni ultra-deboli, spesso denominata emissione di biofotoni.

Il fenomeno è misurabile ed è stato documentato nei sistemi biologici vegetali, animali, alimentari e umani. Il suo significato biologico rimane un ambito di ricerca scientifica ancora in fase di approfondimento.

Metodi

Rilevamento della luce al di sotto della soglia di percezione umana

Gli scienziati sono in grado di misurare l’emissione di fotoni ultra-deboli in condizioni di laboratorio controllate. Utilizzano strumenti altamente sensibili per rilevare luce ben al di sotto della soglia di percezione dell’occhio umano.

Ciò che la scienza attualmente conosce

Le attuali ricerche scientifiche descrivono l’emissione di fotoni ultra-deboli come un sottoprodotto naturale dell’attività biochimica e molecolare nei sistemi viventi e in quelli che un tempo erano viventi. Tali emissioni sono comunemente associate a processi quali l’ossidazione e il trasferimento di energia all’interno dei materiali biologici.

Piuttosto che avere una funzione biologica propria ben definita, sono generalmente considerati come segni misurabili di un’attività biochimica in corso. La quantità e le caratteristiche della luce emessa possono variare a seconda del materiale e dell’ambiente circostante, compresa l’esposizione alla luce.

Origine biochimica delle emissioni

La ricerca suggerisce che diversi tipi di emissione di luce ultra-debole possano essere associati a diversi processi biochimici sottostanti. Le emissioni nella gamma del visibile sono spesso collegate a reazioni ossidative, mentre quelle relative agli ultravioletti sono state discusse in relazione a processi associati al DNA. Tali differenze riflettono variazioni nell’attività molecolare e biochimica piuttosto che nell’intento o nell’esito biologico.

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che l’emissione di fotoni ultra-deboli può verificarsi anche in assenza di luce esterna. I ricercatori hanno collegato tali emissioni a reazioni dipendenti dall’ossigeno all’interno dei sistemi biologici.

Ciò avvalora l’interpretazione dell’emissione di biofotoni come indicatore di un’attività biochimica in corso, piuttosto che come risultato diretto dell’esposizione alla luce.

Osservazioni

Ipotesi che vanno oltre il metabolismo

Accanto alle spiegazioni biochimiche consolidate, alcuni ricercatori hanno esplorato ipotesi più ampie relative all’emissione di fotoni ultra-deboli. Tali ipotesi sono ancora oggetto di studio e non rientrano nella biologia sperimentale tradizionale.

Emissione di biofotoni nelle piante e nei sistemi alimentari

Una ricerca condotta da un laboratorio indipendente ha applicato la misurazione dell’emissione di fotoni ultra-deboli a sistemi alimentari e di prodotti naturali in condizioni controllate.

In questo contesto, l’emissione di fotoni viene considerata come un segnale osservabile associato all’attività biochimica, non come un indicatore di qualità, salute o valore nutrizionale.

Maggiori informazioni sulla ricerca di Enerlab

Diamo forma alle condizioni, non ai risultati

La conservazione non arresta i cambiamenti biologici, ma ne determina le condizioni in cui avvengono. La luce, l’ossigeno, la temperatura e il tempo influenzano tutti il modo in cui i materiali naturali continuano a evolversi dopo la raccolta.

Il confezionamento influisce sui fattori ambientali a cui un prodotto è esposto e sulla loro intensità. Alcune ricerche hanno esaminato in che modo le diverse condizioni di conservazione siano correlate alle variazioni nell’emissione di fotoni nel corso del tempo.

Il vetro Miron modella le condizioni di luce che circondano i prodotti fotosensibili attraverso un filtraggio selettivo della luce. In questo modo, influenza il modo in cui i fattori ambientali interagiscono con i materiali naturali dopo la raccolta.

Partner

Enerlab
Vortex Vitalis

Prospettive

Quadri interpretativi

Accanto alla ricerca scientifica, alcune tradizioni culturali ed esperienziali hanno esplorato il rapporto tra la luce e i materiali viventi e quelli che un tempo lo erano. Queste prospettive vengono qui incluse per riconoscere modi più ampi, storici e culturali, di comprendere la vitalità, la freschezza e il cambiamento al di là delle misurazioni formali.

La ricerca scientifica citata in questa pagina si limita a metodi misurabili e riproducibili condotti da laboratori indipendenti. Altre prospettive sono incluse per completezza contestuale e non influenzano la progettazione del prodotto, le dichiarazioni relative alle prestazioni o le conclusioni scientifiche.

Fonti

Limiti e riferimenti

La ricerca scientifica citata in questa pagina si limita a metodi misurabili e riproducibili condotti da laboratori indipendenti. Altre prospettive sono incluse per garantire la completezza contestuale e non influenzano le dichiarazioni relative al prodotto né le conclusioni sulle sue prestazioni.

  1. I biofotoni negli alimenti

    Salieres, O. et al. Enerlab, Francia.

    Relazione sperimentale sulle misurazioni controllate in laboratorio dell’emissione di fotoni ultra-deboli nei sistemi alimentari.

  2. Biofotoni: fotoni ultradeboli nelle cellule

    Niggli, H. J., & Applegate, L. A. (2003).

    In F. A. Popp & L. Beloussov (a cura di), Biofisica integrativa. Springer, Dordrecht.

    doi.org

  3. Emissione di biofotoni dai cloroplasti di spinaci adattati all’oscurità

    Hideg, E., & Inaba, H. (1991).

    Fotochimica e fotobiologia, 53(1), 137–142.

    onlinelibrary.wiley.com/doi/

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